// gaspare de vito sassofonista // flautista // compositore
// biografia
Nato a Napoli nel 1978. Inizia a studiare il sassofono a otto anni e intorno ai quattordici si accosta alla cultura afro-americana. Nel 1999 vince una borsa di studio ai “Seminari Senesi di Musica Jazz”.
Nel 2001 si classifica primo parimerito ad Iceberg con una performance per sassofono solo intitolata “Concert for sax and nature”. Ha collaborato con vari musicisti come Giancarlo Schiaffini, Zeduardo Martins, Francesco Cusa, Paolo Sorge, Federico Squassabia, Alma Jazz Orchestra, Arthur Miles, Roberto Bartoli, Mirko Sabatini, Luisa Cottifogli, Vonn Washington, Maisha Grant, April Randall, Roberto Rossi, Fernando Tchika, Steve De Swath ed altri.
Ha suonato al Jazzy Jam, Cassero Jazz Festival, Angelica Festival, Festival Brasiliano, Avantgarde Jazz per citare i più famosi.
Ha suonato con svariate bands come leader e session-man in Italia, Germania, Spagna, Francia, Finlandia, Svezia, Estonia.
Collabora con differenti compagnie teatrali, componendo ed eseguendo musica in rappresentazioni e performance con Luna Crescente, Muna Mussie, Katy Marchand del Living Theatre.
// discografia
1990 - AA.VV. - Romagna Posse
1992 - AA.VV. - Romagna Posse II
2000 - Gaspare De Vito Trio - Armageddon
2004 - Martins/De Vito duo - Jurema
2005 - AA.VV. - Italian Street Blooze Caravan
2007 - Gaspare De Vito Solo - 5 songs and 1 story
2007 - AA.VV. - Antivatican coalition against the hippies resistance
// nuove releases
5 SONGS AND 1 STORY
TRACKLIST
1. looking for the climax
6.17
2. circle song
3.45
3. waiting
3.39
4. anthony braxton
4.15
5. city flag
4.52
6. the sea and the man
12.23
Non è da tutti esordire con un progetto in solo. Il sassofonista e flautista Gaspare De Vito ha coraggio e onestà espressiva e affida a cinque canzoni e una storia il compito di raccontarlo: musicista dall'apprendistato variegato - si va dalla collaborazione con Giancarlo Schiaffini a esperienze all'estero con musicisti africani - De Vito sembra avere metabolizzato i differenti linguaggi in un'espressione strumentale inquieta e indagatrice.
È sommesso, brulicante l'incedere dell'iniziale “Looking for the Climax”, brano nel quale emerge un lessico in parte debitore della lezione di Evan Parker, ma nello svilupparsi delle altre quattro canzoni, una delle quali apertamente dedicata a Anthony Braxton, il lessico si apre a una molteplicità di soluzioni timbriche e di strategie espressive. Il respiro è parte integrante del suono, così come le possibilità percussive delle parti dello strumento.
Non manca un profondo senso lirico, a voltre struggente come in “City Flag”, brano che apre poi alla conclusiva “The Sea and the Man”, suggestiva esplorazione ambientale in cui il sassofono dialoga con gli elementi della natura, il mare in particolare, portatore di uno swing lento e inesorabile. Lasciarsi affabulare vale la pena!
Valutazione: 4 stelle
Recensione pubblicata per gentile concessione di All About Jazz Italia.
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