“Il trionfo del suono e del ritmo nella loro genuina natura ed essenzialità, il transito di linguaggi musicali rivoluzionari e di radici primordiali che hanno alimentato e continuano a far sopravvivere il desiderio della sperimentazione e dell'indagine musicale in seno alla cultura dell’incontro, ieri nel segno di Miles, di Roscoe Mitchell, di Don Cherry, di Ornette, oggi in quello di Steve Coleman, William Parker, Rob Mazurek e Gaspare De Vito.”

Olindo Fortino · Sound Contest

“De Vito dimostra brillantezza d'ispirazione nei suoi lunghi a solo piani, trasparenti e mai gridati. Tra santeria e postcoltranismo.”

Piercarlo Poggio · Blow Up

“Per una volta si riesce a far i conti con passato e ispirazioni nobili, mantenendo una forte personalità e la capacità di realizzare un disco jazz senza il pilota automatico, come troppo spesso avviene.”

Gianpaolo Cristofaro · Audiodrome

“Un linguaggio intrigante, personale e serenamente compassato. Brillano le composizione di De Vito, la sua vena improvvisativa e l'intelligente ricerca timbrica di tutti e quattro i protagonisti. Una piccola gemma”

Marco Maiocco · Giornale della Musica

“Melodicamente accattivante, ritmicamente inusuale, dalla vena compositiva tanto sobria quanto formalmente ineccepibile, Passing Notes è disco nel quale i musicisti riescono a raggiungere una tale comunione esecutiva da permeare l'opera di una profonda spiritualità.”

Vincenzo Roggero · All About Jazz Italia

“Un notevole appeal melodico e una grande perizia strumentale e compositiva, ma soprattutto il frutto di una personalità musicale decisamente insolita.”

Sergio Paquandrea · Jazz It

“Questa musica non è adatta al sottofondo musicale di una libreria, ma l'attenzione è la stessa necessaria per la musica di Don Cherry, Steve Coleman o Adam Rudolph. L'africa può essere la genesi e Cuba la casa, ma l'Italia è diventata un parco giochi per il jazz di Gaspare De Vito.”

Mark Corroto · All About Jazz USA

“Un jazz sanguigno, grintoso, avvincente, mai scontato e dalle decise colorazioni etniche. In effetti già dalle prime tre composizioni si ha la netta sensazione che De Vito voglia accompagnare il proprio ascoltatore in un viaggio transcontinentale su cui svetta il sax contralto del leader, in bilico tra Ornette Coleman e Archie Shepp.”

Vincenzo Giorgio · Musica Jazz

Biografia

Sassofonista, flautista e compositore. Nato a Napoli nel 1978.
Ha studiato con Gianluigi Trovesi, Eugenio Colombo e composizione con Giancarlo Schiaffini. Fondamentali per la sua formazione sono stati gli incontri con Steve Grossman e Greg Osby.
Da sempre affascinato dalla libertà che contraddistingue la pratica musicale e la ricerca sonora. Percorre un suo singolare sentiero di ricerca strumentale e compositiva che lo ha portato ad essere apprezzato da critica e pubblico per il suo originale linguaggio musicale. Passa da assoli viscerali a pianissimi in una esplorazione che procede verso una sintesi delle diverse anime che popolano il suo pensiero musicale, partendo dalle sue radici partenopee e mediterranee per farsi contaminare dall’Hip-Hop dell’età pre-adolescenziale, passando per il Funk, il Jazz, la musica tradizionale cubana, fino ad approdare all’Africa del sud.

Ha collaborato con musicisti come Butch Morris, Alvin Curran, Tristan Hosinger, Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo, Francesco Bearzatti, Fabrizio Puglisi, Vincenzo Vasi, Nicola Guazzaloca, Pasquale Mirra, Marco Dal Pane, Luisa Cottifogli, Maisha Grant e molti altri. Ha suonato in vari festival conosciuti a livello internazionale come il Clusone Jazz Festival, Jazz In it, Sant’arcangelo Jazz Festival, Paradiso Jazz, Jazzy Jam, Cassero Jazz Festival, Dozza Jazz, Crossroads, Angelica Festival, Trentennale del Treno di Cage per citare i più famosi. Ha suonato con svariate bands come leader e session-man in Italia, Germania, Spagna, Francia, Finlandia, Svezia, Estonia.

Nel 2007 è stato votato fra i migliori sassofonisti italiani e nel 2008 si è classificato settimo come miglior nuovo talento nel referendum annuale indetto da Musica Jazz.
È co-fondatore dell’etichetta Suoniforme.

Discografia

  • 2007 · 5 songs and 1 story / Gaspare De Vito Solo
  • 2008 · Antivatican coalition against the hippies resistance / Improvvisatore Involontario
  • 2008 · Passing Notes / Gaspare De Vito Quartet
  • 2009 · All brother from different mothers / Soulclash
  • 2010 · Corre Voce / Luca Fattori
  • 2010 · Vulkano / o8o8
  • 2010 · L’amore è una curva / Giancarlo Schiaffini
  • 2012 · Traveling Aimlessly / Daniele Principato
  • 2012 · Schiaffini / Giancarlo Schiaffini
  • 2012 · Con spaventata passione / Giancarlo Schiaffini
  • 2013 · Planetarium / Daniele Principato
  • 2015 · Deep / Gaspare De Vito & Federico Squassabia
5 Song and 1 Story

5 Song and 1 Story

Fare un debutto in solo non è cosa da tutti. Sassofonista e flautista, Gaspare De Vito ha coraggio e onestà espressiva e usa five songs and a story per mostrarlo: un musicista dal background variegato, si va dalle collaborazioni con Giancarlo Schiaffini fino a diversi musicisti africani. De Vito sembra aver metabolizzato i differenti linguaggi in un unico sound strumentale che risulta allo stesso tempo inquietante e indagatore.

  • Gaspare De Vito · Alto Sax, Flute, Loopstation

etichetta. Improvvisatore Involontario

Passing Notes

Passing Notes

Cosa accadrebbe se Ornette prendesse il sole a Cuba? Forse Passing Notes. Completamente composto ed arrangiato da Gapare De Vito, “Passing Notes” prende spunto dalla tradizione del jazz improvisato e dai ritmi sacri della regla de ocha cubana per fonderli in un sorprendente risultato. La ciclicità dei ritmi di regla de ocha e le rarefatte tessiture armonico/melodiche della tradizione improvvisativa. Gli antipodi storici si incontrano e prende luce il passaggio necessario a collegarli.

  • Gaspare De Vito · Alto Sax, Flauto, Loopstation
  • Nijen Antonio Coatti · Trombone, Euphonium
  • Roberto Bartoli · Contrabbasso
  • Danilo Mineo · Congas, Marimba

etichetta. Improvvisatore Involontario

Deep

Deep

Rumore, Respiro, Voce, Elettricità, Melodia sono le cinque energie che caratterizzano la poetica di questo lavoro. È un’immersione lenta che ricerca la complessità del semplice, un’ impronta fortemente melodica che ciclicamente si trasforma, perde i suoi contorni e si nasconde tra rumori, respiri ed effetti. Questa dimensione sonora viene abbracciata dall’opera dell’artista Giulio Maulini “ Pentaenergie su base antisismica”, aprendo così un dialogo, per noi necessario, tra Forma e Suono.

  • Gaspare De Vito · Alto Sax, Flauto
  • Federico Squassabia · Fender Rhodes, Live Effects

etichetta. Suoniforme

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